Carolina si trova in questi giorni a Los Angeles per allenarsi con Frank Carroll, allenatore del campione del mondo in carica Lysacek. Potrebbe essere il tecnico statunitense a sostituire il tedesco Huth
link articolo di Andrea Buongiovanni da La gazzetta dello sport
MILANO, 24 giugno 2009 - E' uno dei più grandi allenatori della storia. Lo statunitense Frank Carroll, da atleta allievo della leggendaria Maribel Vinson Owen, negli anni ha portato a vincere il titolo mondiale gente come Linda Fratianne, Michelle Kwan e, da ultimo, Evan Lysacek, campione in carica grazie al successo colto a Los Angeles del marzo scorso. In tempi recenti, tra gli altri, ha seguito Nicole Bobek, Tim Goebel e Angela Nikodinov. Mister Carroll, modi sempre distinti ed eleganti, oggi ultrasettantenne, ha cominciato a insegnare nel 1964. Nel mondo del ghiaccio è una figura di riferimento.
VIA TORONTO — Presto la sua scuderia potrebbe arricchirsi di un ulteriore nome prestigioso. Carolina Kostner, da una decina di giorni, sta pattinando al Toyota Sports Center di El Segundo, località a due passi dall'aeroporto di Los Angeles. Centro polisportivo all'avanguardia, è anche sede di allenamento dei Los Angeles Lakers del basket Nba e dei Los Angeles Kings dell'hockey ghiaccio Nhl. Carroll, nell'ambito, è il responsabile tecnico del pattinaggio di figura: lì, una sua lezione di 20', costa 45 dollari. "Carolina — racconta al telefono — è arrivata qui su suggerimento di Lori Nichol". La canadese Lori Nichol, coreografa tra le più apprezzate nel circuito mondiale. Da alcune stagioni collabora con l'azzurra che infatti, da inizio giugno e per un paio di settimane, è stata con lei a Toronto a lavorare sui nuovi programmi.
— "Carolina — racconta Carroll — è una ragazza straordinaria in tutto. Mi piace il suo modo di porsi. Resterà qui fino alla fine della settimana, poi tornerà in Italia. Ma una decisione definitiva circa il suo futuro tecnico non è ancora stata presa". Carolina, dopo il flop degli stessi Mondiali di Los Angeles, non sembrava intenzionata a cambiar coach. Il rapporto con il tedesco Michael Huth, consolidato dai nove anni trascorsi a Oberstdorf, in Baviera, pareva più che consolidato. Invece, analizzando i motivi di certe controprestazioni, qualcosa è cambiato. "Michael sa che Carolina è qui — sostiene Carroll — credo che i due siano rimasti in buoni rapporti. Ma non spetta a me entrare in certe situazioni. Posso solo dire che, per quanto mi riguarda, per lei le "mie" porte sono aperte". Carroll, in questo momento, oltre a Lysacek, tra i top, segue Beatrisa Liang, Danielle Kahle e, da un mesetto, Mirai Nagasu, 16enne di gran talento, campionessa statunitense 2008. "E' vero — argomenta Carroll — sono molto impegnato. Ma il tempo per un'atleta come la Kostner lo troverei sempre e comunque. E così una lovely girl... Senza dimenticare che ho a disposizione una serie di collaboratori di prim'ordine". Il futuro Nel suo staff trova spazio anche Christa Fassi, moglie dell'indimenticato Carlo. "Carolina — continua Carroll — ha un talento unico e doti fuori dalla norma. La profondità e la velocità della sua pattinata fanno venire i brividi. Deve però imparare a essere più continua nel rendimento. E' quello che sto cercando di farle capire in questi giorni. Cosa le è successo agli ultimi Mondiali? Lo sa solo il buon Dio...". Finisca come finisca, i tempi stringono. Siamo alla vigilia della stagione olimpica e Carolina debutterà nel Grand Prix alla prima tappa, a Parigi, dal 15 al 18 ottobre. Ogni giorno perso potrà essere fatale. Se la scelta ricadrà su Carroll, al di là delle indubbie qualità del personaggio, Carolina si troverà catapultata in un mondo sconosciuto e dovrà seguire metodologie nuove. Ma il Coni, che la volle portabandiera ai Giochi di Torino 2006 e in lei ha sempre creduto come patrimonio dello sport italiano, che dice di tutta la situazione?
Il coach che guiderà Carolina alle prossime Olimpiadi di Vancouver potrebbe non essere più il tedesco Michael Huth. Dopo 8 anni Carolina decide di cambiare.
Dopo il deludente piazzamento ai Mondiali di Los Angeles 2009 Carolina aveva manifestato la volontà di voler cambiare qualcosa. Circa un mese fa è stata vista pattinare per due giorni ad Aosta proprio in concomitanza con uno stage tenuto dal campione olimpico russo Alexei Urmanov.
Al momento carolina si trova a Toronto per studiare nuove coreografie per i suoi programmi di gara con la coreografa Lori Nichols.
Al momento non ci sono conferme ufficiali ma intorno ai primi di luglio potrebbe essere comunicato il nome del suo nuovo allenatore.
Nel frattempo l'Isu ha reso noti i nomi degli atleti che prenderanno parte alle singole prove del Grand Prix 2009/2010. La stagione di Carolina inizierà già a metà ottobre (15-18) con la partecipazione alla prima tappa del circuito mondiale, il Trophée Eric Bompard a Parigi. Sarà subito attesa da avversarie di primissimo piano come le giapponesi Mao Asada e Yukari Nakano, la sudcoreana Yu - Na Kim, la finnica Kiira Korpi e le statunitensi Cohen e Zhang. A fine ottobre a Pechino per la Cup of China link ISU
PIERO VALESIO
TORINO. Domanda: come sta Carolina? E’ in crisi o no? Ha elaborato il lutto di un Mondiale tremendo? Medita di aprire un chiosco sulla Sasslong con versione estiva in Sardegna? Sgomberiamo dunque il campo, anzi la pista, dai dubbi. Carolina è viva, vivissima. Sorride perfino con una naturalezza che non potrebbe inalcun modo essere frutto di finzione. Ha sorriso tanto, ieri sera al Palavela di Torino durante l’ultimo galà dell’anno, quando il pubblico le ha riservato la consueta grande ovazione: come se si trattasse (e forse è in effetti è proprio così) di un’amica che ritorna più che di un’atleta che una manciata di giorni addietro si è resa protagonista di uno dei liberi più incredibili (nel senso che assistendovi era davvero difficile credere che stesse succedendo davvero) della storia del pattinaggio. Dunque sorride, Caro. Ma ancora non è venuta a capo di quanto è successo a Los Angeles. Un mostro che però, praticamente per la prima volta, ha accettato di guardare negli occhi.
Carolina, lo sa che quel mostro è stato brutto per lei ma anche per chi l’ha guardata?
«Lo so perfettamente. Sapeste quanto ci ho pensato...»
Possiamo immaginarlo. L’interrogativo però resta lo stesso: cos’è successo?
«Non lo so, davvero. Ricordo solo che prima di scendere in pista ho avuto una sensazione strana»
Strana come? E quanto?
«Non saprei dire. Quando sei lì e manca poco alla partenza del tuo programma sei talmente concentrata sui primi passi da compiere che non presti molto attenzione al resto. Ma c’era qualcosa che mi suonava male».
Una sorta di presentimento?
«Forse. Però poi ciò che ha complicato tutto è stato il primo salto. Quando ho toccato il ghiaccio con la mano ho perso sicurezza. Non mi sentivo più io. Non so perché. In gara non mi era mai successo. Mai».
Almeno in un paio di attimi hai trasmesso la sensazione di volerti fermare.
«No, questo no. Non sarebbe stato corretto. Io sono uno che vuole combattere fino in fondo. L’ho fatto anche a los Angeles ».
E dopo hai pianto tanto.
«Tanto, sì, Perchè è emersa tutta la stanchezza accumulata in una stagione in cui ho lavorato tanto. Erano i Mondiali... Poi sono uscita a cena con il resto della squadra ed è andata un po’ meglio»..
Sia sincera: mai pensato di chiuderla qui? Al diavolo i pattini, le fatiche, le ore di clausura per gli allenamenti.
«No, nemmeno per un attimo. Il pattinaggio è la mia vita. Me lo dice sempre la mia mamma: vai avanti con lo sport finchè ti diverti. E io mi diverto».
Urge a questo punto stilare un piccolo elenco di motivi ipotizzati dal vulgo sul perché Carolina fallisce nelle occasioni importanti.
«L’anno scorso non avevo avuto problemi di questo tipo...»
Vero. Ma quest’anno sì, lungo tutta la stagione. Ed essendo che il paese è piccolo e la gente mormora sono state ipotizzate alcune cause del suo ko. Prima causa: Carolina non vince perché pensa più al fidanzato che al pattinaggio.
«Falso. Alex (Schwazer ndr) non mi ha tolto sicurezza: me ne ha regalata. Direi che mi ha illuminata. Quando ho visto la sua faccia al momento di partrire per le Olimpiadi di Pechino io ho detto a me stessa: voglio dare tutto per arrivare alle mie Olimpiadi con una faccia simile, radiosa allo stesso modo. E poi Alex e io parliamo di tante cose, ci diamo tanto. Non ci togliamo nulla»:
Ipotesi numero due. Carolina non vince perchè si allena nel modo sbagliato.
«Io vorrei tanto che chi dice queste cose venisse una volta a Oberstdorf a vedere come e soprattutto quanto mi alleno. Con quanta attenzione. Anche ai mondiali in allenamento era solida, senza problemi. Il problema si presenta nelle gare».
E ciò ci conduce all’ipotesi tre. Carolina non vince perché non è aiutata sul piano psicologico.
«Beh, questo è vero, Io non ho un coach «mentale». Ma ho intenzione di cambiare: Cercheremo la persona giusta che mi possa dare l’aiuto di cui ho bisogno sotto questo profilo».
Ipotesi numero quattro: Carolina non vince perché non ha più voglia.
«Falso, falsissimo. L’ho già detto: il pattinaggio è la mia vita. la voglia che ho di pattinare e di vincere è sempre la stessa».
Ma, psicologo a parte, qualcosa dovrà cambiare.
«Ho parlato con il mio coach Michael Huth. Ci siamo confrontotati e io gli ho detto: adesso ho solo bisogno di rilassarmi. Poi ci incontreremo e decideremo cosa fare nella prossima stagione. Adesso è presto».
Quest’anno un cambiamento in corsa non le ha portato fortuna.
«Davvero. Io avrei voluto proporre una versione del Lago dei Cigni molto moderna, molto particolare. Poi delle persone mi hanno consigliato di cambiare e io ho obbedito».
Chissà, forse avrebbe fatto meglio a disubbidire. E adesso?
«Adesso che la stagione è finita me ne starò per un po’ a casa mia, fra la mia gente. E poi riprenderò. E intano penso al terremoto a quello che è successo e mi dico: davvero ci sono eventi molto, molto più gravi di quello che è successo a me ai Mondiali».
Al Lancia Gala che si è svolto ieri sera al palavela di Torino Carolina si è presentata con un nuovo look
guarda il video su youtube link
ricordo che il gala verrà trasmesso Domenica di Pasqua su italia 1 alle 17.00
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Un'altro interessante articolo da la Gazzetta Dello Sport link
TORINO, 9 aprile 2009 - La stagione di Carolina Kostner finisce di fronte all’ennesimo “tutto esaurito” del Palavela: l’altoatesina, ultima stella in pista nel Gala Lancia Ice, pattina sulle familiari note di “Per te” di Jovanotti. Con la consueta grazia ed eleganza. Persino la delusione dei Mondiali di Los Angeles, con quel 12° posto che grida vendetta, pare dimenticata. “Ancora non so darmi una spiegazione di quanto successo - dice -: quel blackout non è da imputarsi nè al fatto che da qualche mese sono distratta perché fidanzata, nè all’ipotesi che mi sia allenata male, nè all’eventualità che non ho più voglia di far sport. Anzi: Alex Schwazer, il mio ragazzo, mi dà grandi motivazioni, nei giorni precedenti la gara, come hanno visto tutti, andavo come un missile e la voglia di pattinare non è mai venuta meno”. Tutto vero, tutto plausibile. La domanda, però, resta sospesa: perché una tale controprestazione? L’autorevole Chicago Tribune, commentando il flop di Carolina, ha scritto che qualcosa di simile, nella storia, era avvenuto solo con la statunitense Nancy Kerrigan ai Mondiali 1993, prima nel corto, nona nel libero.
RIUNIONE - “Un simile blackout - sostiene lei, uscita dalle prime tre del ranking Isu 2008-2009 - può forse avere motivazioni psicologiche. E’ per questo che, per il prossimo futuro, sto pensando a un motivatore. Ancora però non l’ho individuato”. Qualcuno, per interposta persona, s’è già offerto... Carolina, a Oberstdorf, ha lavorato con la tedesca Petra Weber, specialista proveniente dal mondo del ciclismo. Ma il rapporto s’è esaurito. Tante, oltre a questa, le decisioni da prendere. Confermato coach Michael Huth, nel tentativo obbligato di trovare maggior continuità, si potrebbe pensare a qualche collaborazione di peso, come accaduto nelle estati 2006 e 2007 con Alexei Mishin, allenatore di Evgeny Plushenko. Così come, archiviate le esperienze col portoghese Carlos de Borba e col fratello della moglie di Huth, ci sarà da cercare un preparatore atletico e da rinnovare i contratti scaduti del fisioterapista Francesco Sinelli e dell’insegnante di danza Laura Costa. Per questo e per altri motivi - mentre il presidente federale Giancarlo Bolognini, via lettera, potrebbe presto chiedere all’atleta aggiornamenti - la prossima settimana è in programma a Milano un incontro tra la Fisg stessa, i manager dell’atleta e i rappresentanti del suo club, le Fiamme Azzurre, dopo che Franco Ionta, presidente del gruppo sportivo, subito dopo Los Angeles, ha espresso telefonicamente a Carolina il proprio supporto.
PROGRAMMI - Da rivedere, eventualmente, la quantità degli impegni extra-ghiaccio, che l’hanno coinvolta pure negli ultimi giorni: martedì, a Milano, ha girato un nuovo spot per i grissini. La prossima stagione, per Caro, tra Giochi di Vancouver e Mondiali di Torino, potrebbe essere l’ultima della carriera. Anche per una questione di età: delle undici rivali che l’hanno preceduta ai Mondiali, solo tre sono più anziane... “Per ora - dice - farò un po’ di vacanza”. Non ai Caraibi, come qualcuno, per volere di sponsor, aveva pensato. “Starò a casa - sorride - a godere della mia famiglia”. Poi, quanto prima, ci sarà da studiare i nuovi programmi-gara. Per non ripetere il fresco errore del Lago dei Cigni, abbandonato in corso d’opera. Al lavoro, Carolina.
"Un black-out, certo. Non mi era mai successo, o meglio, non così intensamente. Fa parte dello sport, ma fino a quando non ti trovi dentro, non puoi capire". Undici giorni dopo, Carolina Kostner rompe il silenzio. Torna su quell'incredibile notte ai Mondiali di Los Angeles in cui, dopo mesi di allenamento, non è riuscita ad azzeccare più nulla. Preda di un black-out, come Federica Pellegrini, come Fiorello.
"Sì, non so se la mia storia sia paragonabile a quella di Fiorello. Spero di no, per lui, perché quel che mi è toccato è bruttissimo. Niente, intendiamoci, rispetto alle vittime del terremoto".
Cosa le è successo? "Più che il vuoto, ho sentito una specie di confusione, l'incrocio di tante voci che ti mandano messaggi contrastanti, e tu non sai più cosa ascoltare. Sei vittima dell'indecisione". Un'indecisione che colpisce anche il mondo dello spettacolo.
"Quando una persona dotata è serena, riesce ad esprimere felicità. Quando è tesa, anche per un dettaglio sbagliato, può perdersi. Difficile capire il confine tra adrenalina e tensione".
E' prevedibile tutto questo? "Al mattino mi sentivo bene. Ma prima di cominciare la gara ho avvertito un presentimento".
Ha pensato di interrompere l'esercizio? "Mai: non volevo mica sparire. Ma ad un certo punto ho cominciato a soffrire per la paura di sbagliare".
Perché tante cadute? "Se lo sapessi, non le farei".
Le Winx, Cavalli: è troppo distratta? "Avrei dovuto allenarmi meno e distarmi di più... Continuo ad avere fiducia in chi mi gestisce: ho dedicato solo tre pomeriggi ad un musical che ha avvicinato tantissimi bambini ai corsi di pattinaggio. In passerella? Ma quando mai?".
E adesso? "Prima dimentico, meglio è. Pattinerò oggi a Torino, dove l'anno prossimo ci saranno i Mondiali. Forse prenderò un mental coach. Anche questa volta mi rialzerò: la coreana Kim è umana, quindi battibile. Mi piace il suo allenatore, Orser, ma è difficile che lui si occupi di due atlete di vertice".
Cosa vi siete detti col suo tecnico Huth? "Non abbiamo nemmeno parlato della gara. Gli ho detto: "Adesso mi prendo un po' di pausa, poi decideremo". Ma Huth sarà sempre il suo allenatore? "Non ho ancora deciso. Ora mi faccio due settimane di vacanza. Con chi vorrà e potrà starmi vicino".
Questo per dire che il suo fidanzato Alex Schwazer è troppo impegnato? "Magari andrò io dove si trova lui. Poi starò a casa dei miei genitori, il riposo più bello che ci sia".
L'intervista parallela alle "Iene" è stata molto criticata. "Non l'ho ancora guardata, né la guarderò".
Ma la rifarebbe? "Non necessariamente. Certo, dà ancora un po' di fastidio che due ragazzi innamorati possano parlare liberamente in tv".
Alex l'avrà consolata con una delle sue battute fulminanti. "Certo. Ma non è quello che conta".
Che cosa allora? "Un suo abbraccio, che vale più di mille parole". Come l'ha presa lui? "E' dispiaciuto. Ma al ritorno mi ha detto, semplicemente, "Ti amo". Il nostro non è un rapporto costruito sui risultati sportivi". S'era capito... "Quando Alex è tornato campione olimpico da Pechino, era esattamente lo stesso ragazzo che conoscevo, ed amavo".
Fate progetti insieme? "Se la domanda è se vorrei un giorno dei figli, la risposta è sì. Se parliamo di figli con Alex, mi sembra ancora presto".
Il Gran Galà Lancia Ice, in programma mercoledì 8 aprile alle ore 21 al Palavela di Torino, verrà trasmesso anche in differita il 12 aprile su italia 1 intorno alle ore 17
Delusione per Carolina nel libero ai Mondiali che non riesce a confermare l'argento della scorsa edizione. Con un long program purtroppo macchiato da molti errori Carolina ha chiuso solamente al 12.o posto. con 153,56 punti.
"Non no spiegarmi cosa sia successo forse l'aver sbagliato in apertura lo stesso .salto del giorno prima mi ha condizionata. Certo avrei voluto far di più... E dire che stavo bene, non avevo problemi, nè fisici nè di concentrazione. Mi spiace per i miei tifosi per chi mi hanno seguito da casa. Ora, con calma, dovrò mettermi a un tavolo col mio allenatore e cominciare a pensare ai programmi per la prossima stagione, agli stage estivi di allenamento. Fino a un minuto fa ero concentrata solo su questo Mondiale, non ho avuto modo di pensare a altro".
La medaglia d'oro è andata a Kim Yu-Na, dopo una prova praticamente perfetta sin dal corto di ieri. La sudcoreana ha chiuso con il punteggio di 207.71, mentre alle sue spalle sono giunte la canadese Joannie Rochette e la giapponese Miki Ando. classifica finale
Dopo il programma corto Carolina ha ottenuto il 5° posto provvisiorio ai mondiali di pattinaggio artistico in corso a Losa Angeles. Carolina ha commesso qualche imperfezione (mano giù nella combinazione 3flip-2toe, un atterraggio su 2 piedi del lutz) e e chiuso con il punteggio di 63,18, a ben 13 lunghezze dalla leader sudcoreana Yu-Nam Kim (76.12) che ottiene il record in uno short program femminile. Carolina ottiene il personale stagionale anche grazie ad una rinnovata e più complessa coreografia del suo tango "Mujer sola". Seconda la canadese Rochette (67,90), 3.a giapponese Asada(66,06) e 4.a la Ando (64,12).
"Ho sbagliato nei salti, mi dispiace tantissimo. Mi mancano cinque-sei punti per gli errori che ho commesso. Sono arrabbiata: vuol dire che recupererò nell'ultima prova. Il Mondiale è ancora aperto: combattiamo. Quest'anno mi è già capitato di sbagliare il programma corto e azzeccare il lungo. Ora si tratterà di combattere, senza strafare, senza esagerare. Non servirebbe. Mangerò e dormirò bene, sosterrò l’ultima rifinitura e poi, via. Consapevole che, al di là degli errori, ho pattinato il miglior corto della stagione"
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